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La
Ciénaga, provincia argentina, Amalia e Josefina, due amiche
adolescenti, sono molto legate alla parrocchia, passano i
pomeriggi a discutere di temi di dottrina ecclesiastica, e
vengono continuamente invitate a scoprire la loro vocazione; nel
frattempo sono preda delle loro prime pulsioni sessuali, che
assecondano cercando di non peccare. La mamma di Amalia, Helena,
ha un albergo, dove è in corso un congresso di medici
otorinolaringoiatri; il più libertino si accoppia allegramente
con farmaciste compiacenti, mentre il suo polo opposto, il
dottor Jano, al quale non pare rimanere troppo simpatico
l’altro, flirta con Helena, ma molesta Amalia (non sapendo di
chi è figlia), appoggiandole il sesso al suo fondoschiena,
mentre le ragazze assistono ad un’esibizione di thereminvox per
strada; tutto questo pur essendo sposato con tra figli.
Quando, nei giorni conclusivi del convegno, la famiglia lo
raggiunge, l’epilogo rischia di essere uno scandalo.
Secondo film della Martél che, dopo “La ciénaga†si conferma
regista difficile ma sicuramente originale. Film duro da vedere
(fotografia dimessa, inquadrature anticonvenzionali e
volutamente “sbagliateâ€, dialoghi insulsi come spesso accade
nella vita reale, situazioni morbose e perverse talmente
disturbanti da suscitare ilarità ipocrita in sala), ma recitato
spontaneamente, richiede impegno e regala una conclusione
discutibile ma coraggiosa.
Visto anche che siamo sotto le feste, si consiglia solo ad un
pubblico adulto, smaliziato, che ha voglia di mettersi in
discussione.
Siate preparati e non aspettatevi verità assolute e buonismo.
di:
Ale
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